INQUINAMENTO ATMOSFERICO E SALUTE PUBBLICA. Nuove ordinanze n° 22 e n° 23 del 2022 - Comune di Savigliano (CN)

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO E SALUTE PUBBLICA. Nuove ordinanze n° 22 e n° 23 del 2022

 

 

 

 

 

 

 

Alcune buone pratiche e rimando ai contenuti delle ultime ordinanze n° 22 e 23 del 15 settembre 2022.

Si ricorda alla cittadinanza che anche a Savigliano, già dall’anno scorso, sono state emanate ordinanze antismog che recepiscono le disposizioni straordinarie in materia di qualità dell’aria previste dalla Regione Piemonte e dalle Regioni del bacino padano.

Ora sono state riviste in modo da non limitare la circolazione veicolare per raggiungere la stazione ferroviaria e l’ospedale.

Le limitazioni riguardano il traffico veicolare, il divieto di abbruciamento di materiali vegetali e di qualsiasi combustione all’aperto, limitazioni alla distribuzione di fertilizzanti e allo spandimento di letami e materiali assimilati, limitazioni riguardanti l’uso di determinati combustibili e generatori di calore per il riscaldamento domestico.

Alcune limitazioni sono strutturali e in vigore fin da subito, di queste alcune sono legate a limitazioni temporali, altre seguiranno il semaforo antismog (verde – arancione – rosso) con tre giorni di controllo alla settimana (lunedì – mercoledì – venerdì).

Il livello di allerta del semaforo antismog è consultabile dalla homepage dei siti di:  Regione Piemonte e ARPA

all’indirizzo: https://webgis.arpa.piemonte.it/protocollo_aria_webapp/ oltre che sul sito www.comune.savigliano.cn.it.

Se il semaforo è verde, sono in vigore solo le limitazioni strutturali.

Gli studi e le analisi sulla qualità dell’aria, ampiamente diffusi dai mezzi di comunicazione televisiva e organi di stampa, evidenziano ogni anno il persistere di dati allarmanti che interessano l’intera pianura Padana, forse la pianura più inquinata d’Europa (l’OMS stima in oltre 50.000 le morti premature annue a causa delle polveri sottili in pianura Padana), con conseguente pregiudizio per la salute della popolazione. Il rischio maggiore lo corrono anziani e bambini, malattie croniche, specie respiratorie con infiammazione delle vie aeree.

Fattori orografici e meteorologici fanno sì che quell’immenso “catino” che è la pianura Padana, abbia poco ricambio d’aria, e soprattutto nel periodo invernale l’aria più fredda, quindi più densa e pesante, ristagna negli strati bassi con accumulo degli inquinanti (prodotti dalle attività umane) in prossimità del suolo.

Da metà ottobre ci sarà l’accensione degli impianti di riscaldamento, oltre alla buona pratica di far sfiatare i termosifoni, facendo uscire l’aria, si raccomanda di tenere negli ambienti una temperatura di giorno non superiore ai 19/20° C (anche più bassa di notte) questo oltre che per ragioni di spesa anche per motivi di ordine ecologico (riscaldamento globale, emissioni inquinanti, salute pubblica). A volte capita ancora di vedere in talune abitazioni, in pieno inverno, gli occupanti con magliette a maniche corte e temperature di 24/25 °C.

Senza aspettare segnali definitivi a partire dalle conferenze di Kyoto e da quelle successive, ultima la COP26 (La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021, è la XXVI Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si è svolta a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, sotto la presidenza del Regno Unito) in vista della prossima COP 27 in programma a novembre 2022 o dell’arrivo di vento o della pioggia, ogni cittadino può contribuire, con opportune azioni e comportamenti, alla riduzione del fenomeno e tutelare la propria salute a cominciare da piccoli gesti quotidiani:

  • ridurre l’utilizzo dei mezzi circolanti, e se lo si fa a velocità moderata, utilizzando quando possibile i mezzi pubblici come il CityBus. In ogni caso spegnere il motore durante le soste per il carico/scarico di merci o persone
  • usare la bicicletta o andare a piedi per brevi spostamenti in città o per accompagnare i bimbi a scuola
  • sfruttare il progetto di mobilità sostenibile per l'incremento della pedonalità urbana denominato Metrominuto, un progetto di mobilità sostenibile promosso a Savigliano dall’Ascom e dal Comune, che punta all’incremento della pedonalità urbana, attraverso la realizzazione di una mappa schematica con indicazione dei luoghi di maggior interesse culturale e naturalistico. .
    La carta, che ricorda le reti metropolitane dei grandi centri urbani, indica distanze e tempi di percorrenza tra i vari punti del reticolo, così da invogliare ad una mobilità non motorizzata per le brevi distanze.
    Metrominuto è stato ideato ed attuato per la prima volta nella città spagnola di Pontevedra, che due anni più tardi ha vinto il Premio europeo Intermodes 2013 per la mobilità urbana
  • evitare assolutamente di accendere fuochi a sterpaglie (vietato dal 15 settembre al 15 aprile di ogni anno), erbacce, cartoni o altro, non utilizzare o utilizzare il meno possibile caminetti o altri generatori di calore a biomassa legnosa
  • diminuire la temperatura di esercizio degli impianti di riscaldamento anche nelle abitazioni private, garantendo una temperatura ambientale, che comunque garantisce un sufficiente benessere, non superiore ai 19/20 gradi per il solo tempo di utilizzo dei locali
  • sostare con l’auto ad una distanza superiore ai 50 metri dalle scuole, ricordando che i bambini sono più suscettibili all’azione degli inquinanti atmosferici.

In ultimo si ricordano alcuni impatti, spesso sottovalutati, sulla qualità dell’aria e sulla salute legati ad alcune attività (dati tratti da Arpa/ Regione Lombardia):

  • riscaldamento a legna: gli studi scientifici sull’uso della legna come fonte energetica evidenziano, in determinate condizioni, gli impatti delle emissioni di questa sorgente sulla qualità dell’aria e gli effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta, sia all’interno delle abitazioni sia all’esterno. Il riscaldamento domestico a legna e a pellet, in particolare, è responsabile di quasi la metà delle emissioni totali di polveri sottili primarie (PM10 e PM2,5), per una buona parte attribuibile agli apparecchi più vecchi, quali caminetti aperti e stufe tradizionali che spesso sono poco efficienti e molto inquinanti
  • combustioni all’aperto: bruciare rifiuti o residui è sempre vietato e occorre procedere allo smaltimento nel rispetto della legge. Anche l’abbruciamento di soli residui vegetali agricoli e forestali è vietato in generale, salvo alcune deroghe eccezionali. Alcuni dati: bruciare all’aperto una sola catasta di legna di medie dimensioni inquina quanto un Comune di 1.000 abitanti che per 8 anni si riscalda a metano! Anche i falò rituali contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria, producendo effetti che possono persistere per diversi giorni, soprattutto nei periodi invernali di stabilità atmosferica favorevole all’accumulo degli inquinanti
  • fuochi d’artificio: è bene sapere che nelle ore immediatamente successive all’utilizzo di fuochi d’artificio si registra un peggioramento dei valori della qualità dell’aria, anche con elevati picchi in atmosfera, in particolare di polveri sottili (PM10).La tipologia degli inquinanti prodotti dagli scoppi è nociva  e contiene tra l'altro valori non trascurabili di potassio (K), stronzio (Sr), bario (Ba), magnesio (Mg), alluminio (Al), zolfo (S), titanio (Ti), manganese (Mn), rame (Cu), bromo (Br), piombo (Pb). Poiché l’incremento delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera e la loro permanenza nel tempo dipendono anche dalle condizioni meteorologiche, è particolarmente importante nel periodo invernale non usare i fuochi d’artificio.

 

 


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